ALZOZERO EVENTI sezione organizzativa del Motor Classic Club e del Gigi Friends Racing Team
ALZOZERO EVENTIsezione organizzativa del Motor Classic Club e del Gigi Friends Racing Team

      IL GIGIFRIENDS RACING TEAM

i favolosi giovani del GIGIFRIENDS

Gli AMICI di Gigi: vi abbiamo conosciuto nelle ore seguenti la terribile notizia

della tragedia che ci ha colpiti. Giovani dalla faccia pulita, occhi teneri e innocenti...

un grandissimo cuore...

Ci siamo ritrovati uniti dal dolore ma anche dalla fortissima volontà di stare

tutti insieme per ...rivivere il nostro Gigi !

 

...sempre con noi... fu il nostro motto !

 

Volevamo farlo rivivere con le sue passioni, quelle per i motori e per tutte le auto:

storiche, sportive, da corsa...

 

Quante giornate, serate, nottate, passate a quel tavolo da cucina per ricordare

attimi e momenti di Gigi, quante sigarette fumate con il megabottiglione

di Tequila speditoci da Antonio Bottello dal Messico...

volevamo organizzare un raduno per Gigi: il Tour del Lodigiano.

 

Completamente senza esperienza lo abbiamo fatto il miracolo...

da quelle riunioni è nato il Team e non poteva che chiamarsi: GIGIFRIENDS RACING TEAM.

 

Grazie a tutti, Raga, grazie indistintamente,

da Erika ( l'autrice del “primo logo storico”  )

a Valeria con il suo fedelissimo ritratto di Gigi,

 

grazie a Francesca, Clara, Luana, Fabiana, Paola,

Silvia, Sabrina, Giada, Olga, Michela e Silvia.

 

grazie a Paolo (sizzo), Federico (brad pitt ),Umberto (bargio), Marco (olce),

Fabio (il bello), Valerio (tano),Andrea (mero), Simone (bari), Lorenzo (giro),

Simone (zambo), Matteo (belloni),Diego (carenzi),Davide (panigada),Corrado ( zanetti ),

Battista e Roberto (bellani), Mario (paiunin),Michele (mazza), Gianluigi (castellini)

Alberto ( arensi) , Marco ( bosi ), Andrea ( chioda )

 

grazie a tutti per esserci stati vicinissimi !

 

Roberto e Nuccia e Martina

 

carissimo Luigicarlo ( gigi )

 

…l’ultima cosa che posso forse ancora…rimproverarti

è il fatto che tu,…prima di volare via…

non mi abbia mai fatto conoscere i tuoi Amici.

Sai una cosa ?

li ho conosciuti quando sei partito...:

sono splendidi e stupendi !  Tutti, indistintamente.

…non avevo comunque dubbi che al fianco di un grande,

ci potessero solo stare dei grandi, grandissimi e meravigliosi giovani.

Ragazzi del “ Gigifriends “ ,

vi amo e vi amerò sempre.

Vi ringrazio per farmi sentire uno di Voi !


ROBERTO il papà del vostro Amico.

 

ricordo di LUIGICARLO VIOLINI ( Gigi )

Gigi è sempre stato un grande appassionato di auto,di motori e di corse.

Il suo sogno ed il suo desiderio di diventare “pilota” lo accompagnava sin da bambino.

Giocava indossando una piccola rossa tuta da meccanico: quella della Ferrari, il suo mito!

Spesso, in officina, mi faceva compagnia “personalizzando” le sue auto a pedali...

non guardava i cartoni animati, giocava poco con i giochi tipici dei bimbi,

preferiva sentire l'odore del garage e quando smontavo o restauravo

le mie auto d'epoca, lui era sempre lì, al mio fianco...

con le chiavi inglesi ed i cacciaviti più grosse delle sue piccole manine.

Voleva a tutti i costi imparare e conoscere la meccanica.

Ma era solo il rombo del motore che illuminava i suoi occhi bellissimi...

 

Quel giorno in cui gli regalai un go-kart,

con mia moglie Nuccia, lo portai nel posteggio del supermercato vicino casa,

scaricò tutta la sua voglia di guidare e credetemi...

dimostrò di avere talento e " stoffa del pilota"...

Le paure della mamma ci portarono a malincuore a vendere il go-kart,

e a ritornare...tra le righe... di giochi più tranquilli.

 

La sua voglia di guidare era tanta: fu così che cominciai ad insegnargli

le prime manovre con una vecchia e sgangherata Citroen Dyane

nel grande piazzale della casa di Casciago a Varese.

Ma si vedeva lontano un miglio che non era contento di quella Dyane...

capiva che quel motore.... era senza potenza! ...non dava adrenalina !

 

Ma fu Mario Bianchi, un signor meccanico delle Porsche di Varese,

( Gigi lo apprezzava molto ) che, arrivando un pomeriggio con un bellissimo

Volkswagen maggiolone cabrio bianco, fece scoccare una certa scintilla

in Luigicarlo: infatti la provò di nascosto, appena quattordicenne,

e sarà stato il rombo del motore, la facilità di guida, la sensazione di robustezza,

quella forma un po' insolita, che da quel giorno non si fece mai mancare

l' occasione per spostare qualsiasi tipo di auto arrivasse in officina.

Quel bianco cabrio l'aveva stregato ! Lancia Delta, Porsche 911, Bmw 320

Saab 900, Opel manta, quando arrivavano in officina...avevano già chi le spostava.

 

Io, pazzo e incosciente...( forse ), me lo portavo nei miei lughi viaggi in Inghilterra:

trasferte di tremila chilometri, ogni mese, sempre con il tempo contato e sempre " fuori giri ":

vere e proprie prove di “endurance” che Gigi affrontava con gli occhi raggianti di felicità.

A lui bastava viaggiare... sorpassare, guidare...

Aveva sedici anni ed era notte fonda quando, nel ritorno da Londra

sbarcati a Calais, ed imboccata l'autostrada, io proprio non ce la facevo più a guidare

la mia Sierra Cosworth, avevo veramente sonno....

“ pa' guido io ! “  ...mi disse convinto e deciso.

 

Calais - Reims: un'autostrada sempre deserta e tutta dritta.

Gli lasciai la guida, senza pensarci due volte....

lui guidò per oltre trecento chilometri. 

Quando mi svegliò, dopo tre ore,

lo fece solo perchè c'era il casello e pensò che ci potesse essere la polizia francese!

 

Non so se fosse stato più contento lui o il sottoscritto

per questa sua prima guida ufficiale e da ...grande:

questo fu comunque un nostro segreto e rimase tale per tanto tempo.

 

Mi domandai poi se fosse stato giusto, se non avessi esagerato....

certamente no... mi risposi....

Lo avevo reso felice e lui mi dimostrò la sua capacità.

 

Vennero i diciottanni, la patente, una piccola Fiat Panda, poi la sua Y 10

con cui ne combinò di cotte e di crude...veloce ma prudente, mai pazzo!

Mi portava a casa solo multe di divieto di sosta !!!

Guidava ( a mia insaputa ) il mio taxi inglese e la mia Fiat 500

con la quale si divertiva a fare testa-coda in giardino usando il freno a mano.

 

Gli regalai anche la mia Range Rover ... era un turbodiesel.

non andava nemmeno a buttarla giù dal campanile! ... riuscì a sbiellarla ...

 

Riprese a guidare la sua Y10, progettava di acquistarsi qualcosa di meglio,

aveva messo gli occhi su un maggiolino bianco cabrio del medico del paese...

 

... quel pomeriggio del 19 marzo ( festa del papà ), pensando di fargli cosa gradita,

ci scambiammo le macchine: gli lasciai quella maledetta Alfa 33 station wagon verde...

perchè ...c'era il pieno, perchè era pulita e perchè quella sera aveva il puntello con la fidanzatina....

 

Lo lasciai in ufficio a Lodi verso le cinque e ricordo che, salutandoci,

lui sorridente si voltò verso di me e mi disse:

...tranquillo pa' so che oggi è la tua festa ...

ma sai che noi festeggiamo la festa della nostra amicizia...

...non faccio tardi...arrivo per il dolce...

....quella maledetta curva di Borghetto...

... la telefonata dei Carabinieri...

...la corsa in ospedale...

... quell'ultimo bacio sul tuo viso ormai gelido...

 ....ti stavo aspettando, Gigi....

 

...da quella maledetta sera, Gigi, io ti sto ancora aspettando....

e ti aspetterò sempre...ti amo ! ci manchi un casino.

Papà

 

(marzo 2003)

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